Installazioni Audio in ambienti commerciali: gli step per un suono di qualità

Installazioni Audio in ambienti commerciali: gli step per un suono di qualità
Aldo Chiappini - Encore
da Aldo Chiappini - Encore
il giugno 03 settembre 2021

In questa rubrica di tre articoli dedicata al mondo dell’installazione condivideremo delle informazioni utili per chi si trova a dover affrontare la scelta - e la spesa - di allestire un impianto audio per uso professionale.

Di cosa ci occuperemo con questi tre articoli?

Ci concentreremo su tre scenari sicuramente tra i più comuni e che saranno secondo noi di grande interesse per il prossimo futuro. In sostanza la divisione sarà fatta in considerazione dell’ambiente preso in esame ed in particolare come:

  • ambienti commerciali (negozi, saloni di bellezza, centri commerciali)
  • installazioni in luoghi ricreativi (bar, lounge area, pub)
  • conferenziale (sale riunioni e sale congressi).

Ognuno di questi spazi appena elencati, seppur con similitudini, deve ottimizzare la diffusione in base a richieste ed esigenze specifiche, non sempre coincidenti tra di loro, ma una serie di valutazioni - che condivideremo gratuitamente con voi - vi daranno sicuramente un vantaggio nella scelta. Andiamo con ordine… 

 

I SISTEMI PUBLIC ADDRESS

La fantasia italiana ha chiamato questo genere di installazioni con nomi diversi tra i quali “filodiffusione”, “impianto di diffusione sonora”, “musica di ambiente” laddove il mondo anglosassone, spesso molto più pragmatico nelle definizioni, ha indicato questi sistemi come “public address”, facendo chiaro riferimento ad un impianto audio dedicato al pubblico, qualsiasi esso sia.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un tale sistema e perché è sostanzialmente diverso da un impianto audio dedicato al mondo dei concerti o della musica dal vivo?


Entriamo nel vivo della questione e cominciamo andare le prime risposte alle probabili domande….
Come prima cosa - e peccando un po’ di esterofilia - dobbiamo anche noi abbracciare la definizione inglese, una denominazione che ci sembra più corretta, quindi da ora in poi useremo il termine Public Address, molto più riconoscibile anche in ambito internazionale.
Un sistema di diffusione sonora PA (Public Address appunto) è un sistema elettronico che comprende vari device come microfoni, amplificatori ed altoparlanti e che viene installato con lo scopo di diffondere un programma musicale o amplificare il volume di una voce umana, uno strumento musicale o qualsiasi altra sorgente sonora che necessita di essere ascoltata in maniera chiara dal pubblico.

A questo punto, ricollegandosi direttamente a questa descrizione, vi chiediamo di fare subito ben attenzione all’effettivo ruolo che devono svolgere i sistemi PA.

Un sistema per il Public Address viene sostanzialmente impiegato per diffondere almeno almeno tre tipi di messaggio sonoro:

  • messaggi informativi generici
  • messaggi legati sicurezza (in sinergia con i sistemi di evacuazione EVAC).
  • diffondere musica di intrattenimento (background music)

Inoltre, una delle caratteristiche più importanti - e che viene richiesta insistentemente da designer ed architetti - è che questi sistemi siano nascosti, semplicemente “non si vedano” e, proprio per questo motivo si usano, altrettanto spesso, diffusori chiamati da incasso che vengono installati nei controsoffitti dei locali e nelle pareti in cartongesso o in posizioni non invasive. Per la stessa ragione mai e poi mai si devono vedere cavi, cablaggi, amplificatori ed altre apparecchiature, spesso relegate in luoghi nascosti ed accessibili solo agli addetti ai lavori.


AMBIENTI COMMERCIALI

I sistemi audio installati in negozi, saloni di bellezza ed affini hanno lo scopo di intrattenere le persone e rendere più gradevole la permanenza nel negozio. E’ stato ampiamente provato che la diffusione di musica in un negozio può influenzare sensibilmente le scelte della clientela che, anche se inconsapevolmente, presta sempre molta attenzione al programma sonoro. Potremmo riassumere che in ambienti di questo tipo i requisiti maggiormente importanti sono:

  1. Un suono di qualità, ricco, sufficientemente potente ed uniforme e soprattutto bilanciato in tutto lo spettro sonoro.
  2. Perfetta integrazione con l'environment
  3. Massima semplicità di utilizzo


Partiamo proprio dal punto “1”, forse quello che a noi è più caro e che, purtroppo, viene dato molto spesso per scontato. 

Quante volte invece vi sarà capitato di ascoltare casse “gracchianti”, palesemente in difficoltà, sotto sforzo perché sottodimensionate, oppure un suono strabordante di bassi confusi e fastidiosi? Immaginate come questa scadente qualità audio possa essere sgradevole per il pubblico e addirittura lesiva per chi vive lo spazio del negozio per 8 ore al giorno. In questo senso la scelta del numero dei diffusori rispetto all’area da sonorizzare e del posizionamento dei subwoofer è fondamentale. 

Ricordiamoci sempre che a creare suono non sono solo i diffusori ma anche l’ambiente, fatto di pareti, soffitti e materiali, che accolgono l’impianto, insieme al resto delle componenti elettroniche, non meno importanti.. Allo stesso modo in un negozio o in uno spazio simile grande importanza è data dall’integrazione degli elementi appartenenti agli impianti audio in relazione allo stile e del contesto. Qui le strade sono sostanzialmente due:

  • camuffare o nascondere il più possibile i diffusori
  • valorizzarli e renderli parte integrante dell’arredamento 

La pratica più comune, almeno fino ad oggi, è stata quella di nascondere i diffusori, aggirando così il “problema” della bellezza estetica degli stessi. Negli ultimi anni però, soprattutto in certi contesti più “fashion” si è scelto di mettere in bella vista i diffusori, offrendo così un valore aggiunto anche in termini di design e stile. In questo secondo caso è altrettanto importante che i diffusori siano ben realizzati, estremamente curati nelle forme e nelle colorazioni. Ed i prodotti su mercato, fatevene una ragione, non sono tutti uguali.

Per quanto riguarda il punto “3” - semplicità di utilizzo - è altresì evidente come questo aspetto vada tenuto in grande considerazione. In definitiva a coloro che dovranno utilizzare il sistema poco o nulla interessa delle raffinate tecnologie che ci sono dietro un impianto audio e, nella quasi totalità dei casi, è bene che nemmeno lo sappiano. “Pochi controlli e funzionali”, ecco di cosa ha bisogno l’utilizzatore finale.

E’ compito dell’installatore e del progettista occuparsi del set up e della taratura del sistema, lasciando all’utilizzatore una manciata controlli: volume, commutatore di sorgente, mic On/Off quando presente e, in casi eccezionali, volume dei alti e degli bassi. Nelle installazioni più complesse poi si può far ricorso a pannelli touch screen pre-programmati che replicano pochi e semplici controlli.

PROGETTAZIONE ED INSTALLAZIONE

Quando si progetta da zero un sistema per la diffusione audio in ambiente chiuso - prendiamo il caso ormai portato ad esempio di un negozio - bisogna in prima istanza tenere ben presenti le volumetrie e le dimensioni della location e, se possibile, procurarsi un file CAD da utilizzare in abbinamento ad un software di predizione acustica. La scelta del numero e del posizionamento dei diffusori acustici deve infatti essere fatta con un criterio ben preciso ed in modo che tutta l’area venga sonorizzata coerentemente, in maniera omogenea e con una pressione adeguata. 

Come ottenere il giusto distanziamento e posizionamento dei diffusori?

Spesso il numero ed il posizionamento sono influenzati dalla dispersione radiale dei diffusori stessi ancor prima che dal numero impiegato. Più una sorgente ha dispersione ampia e più facilmente riuscirà coprire un’area più estesa. La diretta conseguenza è che, con tutta probabilità, serviranno anche meno sorgenti, quindi meno diffusori.

Fin qui sembrerebbe tutto facile ed in effetti, in alcuni contesti, è sempre vantaggioso adoperare diffusori “larghi”. Per contro diffusori con ampia dispersione su un un'ampia fetta della larghezza di banda, spesso non offrono le stesse performance in termini di accuratezza del suono e precisione di diffusori con dispersione più stretta quindi, ancora una volta, occorre capire bene di cosa abbiamo bisogno in base al risultato che vogliamo ottenere.

Altrettanto importanti sono le interazioni dei diffusori. In questo caso andiamo a fare i conti con una delle leggi più “spietate” della fisica acustica, che ci dice che se due diffusori interferiscono tra di loro, in base alle fasi, possiamo andare incontro a fenomeni di mascheramento (filtri a pettini) o effetti di amplificazione di un dato range di frequenze. Ancora una volta il nostro software di predizione acustica ci darà un valido aiuto, scongiurando già in fase di progetto su carta (dovremmo dire su schermo ndr) questi inconvenienti.


IL COMFORT ACUSTICO

Ancor più che in altre situazioni, quando progettiamo un sistema di diffusione sonora per ambienti “commerciali, quello a cui dobbiamo fare particolare attenzione è il comfort acustico. Lo scopo è spesso quello di diffondere un programma sonoro al fine di intrattenere pubblico e clienti ma rispettando chiaramente le dinamiche di esercizio del negozio e dell’attività commerciale. Questo significa nella pratica che il suono non deve mai essere:

  • fastidioso
  • preponderante, impedendo la conversazione tra clienti e addetti
  • disturbato (intermittente, distorto…). 

Il comfort acustico è definito come condizione di benessere psicofisico in relazione al luogo e alla attività svolta e tale definizione riassume a tutti gli effetti in tre semplici punti che abbiamo appena elencato. Uno dei nemici più acerrimi del comfort acustico è certamente il riverbero. Il riverbero è la coda sonora generata quando si spegne una sorgente ed è generato dalle riflessioni della stanza stessa. 

Il controllo delle riflessioni avviene attraverso il calcolo del tempo di riverbero, RT60, definito come il 'tempo necessario affinché un rumore impulsivo, interrotto bruscamente, decada di 60 dB'. La sua formula è RT60 = k*(V/Sa), dove k è una costante = 0.161 se le unità di misura sono espresse in metri, e 0.049 se l'unità è il piede. "Sa" è invece il coefficiente totale di fonoassorbenza espresso in Sabine ed è la sommatoria delle tipologie di superficie presenti per il rispettivo coefficiente di fonoassorbenza o assorbimento. Per ottenerlo ci sono diversi metodi sperimentali tra cui tra i più usati lo “sweep” di frequenze partendo dalle basse alle alte.

 


CONCLUSIONI

Come avrete intuito da questo primo articolo fare un’installazione audio per diffondere un programma sonoro in un ambiente commerciale non significa posizionare a casaccio un paio di casse ed un sub. L’installazione sonora in questo genere di situazioni differisce parecchio dal comune ascolto di musica come può essere, a titolo di esempio, l'ascolto dallo stereo di casa dove solitamente l’ascoltatore è fermo in un punto definito.

In un negozio le persone si muovono, interagiscono con l’ambiente e con il personale e in ogni momento devono essere avvolti e coccolati dalla musica, senza per questo avere disturbo o intralcio. Perché i soldi spesi siano ben spesi e portino a risultati concreti e duraturi occorre affidarsi a professionisti che procedono più o meno per step così fatti:

  1. analisi acustica del luogo dell’installazione
  2. scelta e posizionamento dei diffusori
  3. analisi della risposta in frequenza e dei tempi di riverberazione
  4. eventuale set up e/o correzioni acustiche
  5. rilascio certificazioni (quasi sempre necessarie)
  6.  

Sulla scorta della nostra esperienza di progettazione e installazione indoor/outdoor, abbiamo cercato di dare il nostro contributo su un argomento che riteniamo sarà sempre più centrale negli anni a venire.

Ricordiamo che il catalogo Helvia ha una vasta serie di soluzioni professionali dedicate al mondo dell’install e che il nostro team di specialisti può farsi carico di tutte le fasi del lavoro, dal sopralluogo all’analisi, fino all’installazione vera e propria.

Contattaci ora: info@helviasystem.com

Provided by Encore Agency

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